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Touta Gallica

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E siamo a mille!!!

Grazie a tutti quelli che ci sono venuti a trovare, abbiamo raggiunto un primo traguardo.

Milàn l’è un gran Milàn

Capodanno Celtico al Castello Sforzesco.

Adui al Castello Sforzesco
Siamo “nati” come gruppo storico al Castello e anche quest’anno non potevamo mancare, nella nostra privilegiata posizione a ridosso delle antiche mura. Ci siamo divertiti e come gruppo possiamo dirci soddisfatti, ma forse queste considerazioni interessano soprattutto a noi che lo abbiamo vissuto. Vorrei invece approfondire alcuni aspetti critici della festa, nella speranza che giungano alle orecchie “giuste”.
Che cos’è il Capodanno Celtico? In quanti se lo sono chiesto? Ma soprattutto, in quanti di coloro che hanno in mano le organizzazioni di questi eventi, le autorità locali, le istituzioni ecc. se lo sono chiesto? I Celti avevano in questa festa una delle più importanti, se non la più importante, dell’anno. Era l’inizio del periodo buio e nello stesso tempo l’inizio del nuovo anno: il vecchio sole è morto e ora si attende la nascita del nuovo astro. Le radici di Milano sono celtiche, come quelle di molte città d’Italia. È un dato di fatto, indipendentemente dalle strumentalizzazioni politiche, che piaccia no ai vari esponenti di partito. La cecità (voluta) o l’ignoranza (subita) delle lobbie istituzionali, che hanno quasi fatto sbaraccare i gruppi storici perché “campeggiavano” nel parco e che andranno a petere una multa salatissima per due paletti piantati nella terra (soldi che ho un ben preciso sospetto di dove andranno a finire), è semplicemente vergognosa. Lo smacco è arrivato la domenica all’ora di pranzo, quando il camion del catering è andato a fuoco, rischiando peraltro di saltare in aria (loro il permesso lo hanno avuto senza difficoltà, il nostro innocuo fuoco da campo acceso con l’acciarino, perché anche questa è didattica, è stato osteggiato in ogni modo) …alla fine ciascuno ha ciò che si merita…

Barbeque fuori programma
Un plauso meritano gli organizzatori degli eventi, che hanno capito che la gente è attirata da noi, non dalle bancarelle che può vedere ad ogni angolo di strada. Emanuela e Luca si sono fatti in quattro, anzi in otto, per fronteggiare imprevisti ed incidenti e si sono caricati sulle spalle il buon andamento della festa. Grazie mille, certe cose non si dimenticano!
Il Capodanno Celtico al Castello Sforzesco è un evento di triplice valore. Prima di tutto per la città. È una manifestazione intelligente e in crescita, che racconta la storia del territorio in modo diverso, scostandosi dalle trite e purtroppo un po’ ammuffite lezioni tra i banchi. Una festa nel Cuore di Milano, e gli autoctoni sanno bene come questa parola sia perfettamente attinente, dovrebbe integrarsi in uno sforzo culturale e turistico mosso in direzione di una rivalutazione di questa bella città, che così pochi sanno apprezzare, ma soprattutto sanno fare apprezzare. Il secondo valore di questo evento è per la gente, che ha la possibilità di divertirsi e al tempo stesso di imparare in un viaggio interattivo nel passato. Tra racconti e quadri viventi di antica storia dell’umanità e la possibilità di usare le proprie mani per immergersi direttamente nelle nostre radici, attraverso i tanti stage gratuiti (che spero avranno modo di crescere in visibilità) proposti dai gruppi storici. Infine, la festa è un valore per noi, i Rievocatori, che ci “mettiamo in piazza” su uno dei palcoscenici più importanti d’Italia, nella speranza che finalmente si veda con i giusti occhi e nella giusta prospettiva il valore del nostro lavoro. Germania, Francia, Inghilterra, Cecoslovacchia lo hanno già capito. L’Italia è sempre la Cenerentola, speriamo che ancora una volta Milano sia il traino di un nuovo vento di vivacità culturale come tante volte nel suo illustre passato.

Mara